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012

Claudio PRC, 2018

Recensione di Giulia Figus

012 è il terzo lavoro di Claudio PRC pubblicato per l’etichetta TGP.

Il disco è composto da sette tracce e rispetto ai lavori precedenti risulta essere meno cupo e più curato a livello sonoro.

L'acqua come elemento cardine

L’elemento che caratterizza l’intero disco è l’acqua.

Infatti durante l’ascolto possiamo cogliere alcune registrazioni perfettamente inserite nelle composizioni come per esempio nella terza traccia Mystic Garden possiamo sentire il tintinnio dell’acqua registrata e campionata dall’artista.

Ascoltando con pazienza e curiosità arriviamo alla penultima traccia dove sentiamo il fruscìo costante della pioggia.

Il viaggio si conclude poi nell’ultima traccia intitolata “The Water” che va a soddisfare appieno il messaggio che l’artista vuole darci.

Quello che sentiamo è un ascolto strutturato su due livelli:

  • Il primo è un sostrato ritmico solido; una pulsazione costante ma non prepotente che ci ricorda il suono di una goccia che cade ripetutamente (per l’appunto).
  • Il secondo è fatto di eco e riverberi che aprono il suono e ci portano in una dimensione più alta fortemente coinvolgente che ci trasporta in un viaggio introspettivo molto intimo.

Un disco originale e unico

Ad ogni modo perché l’acqua?

La musica si esprime attraverso il suono e ognuno di essi ha un forte richiamo nella nostra mente.

È interessante notare come la musica rifletta una ricerca di sé stesso e lo faccia usando la metafora dell’acqua.

Il forte richiamo all’isola (l’autore è sardo ma vive Berlino) è evidente infatti l’acqua è attorno a lui come lo è la musica e ciò che ne rappresenta.

Ascoltare questo disco ci porta a fare un viaggio dentro noi stessi facendoci affrontare le paure più profonde rendendole più piacevoli.

La forte carica empatica che ne scaturisce ci porta a vivere forti flussi emozionali che ci guidano verso esperienze intime mai provate prima.

L’originalità di questa musica è davvero unica proprio perché riusciamo a cogliere ciò che l’artista vuole trasmetterci dalla prima all’ultima nota.

È un ascolto a occhi chiusi immersi completamente nel suono e nello spirito.

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