fbpx

TUTTI I TESTI

Uomini, Bestie ed Eroi

Andrea Andrillo, 2018

Forse Sognare

Hai sognato mai
Di stare in volo
Lontano anche da te
Libero da quel pensiero strano
Libero senza di te

Io respiro il vento
Ed ho il cielo in petto ormai
Il respiro è vento 
Ed ho il cielo in petto ormai

Cos’è che faceva tanto male? 
Io non mi ricordo più
Sono salito su quel davanzale
Poi non mi ricordo più

Non i volti abbozzati 
Nella polvere
Non gli specchi esplosi
Con dentro le maschere



Hai sognato mai 
Di stare in volo
Come qualcosa che
Ha le ali per paura del suolo
E che poi si perde
Nel blu

Deserti di Sale

First floor where you always lived 
not strived too far from your roots 
don’t you dare turn around 
now you’re barefoot where your boots? 
Press for illusion 

Second floor the door is open 
fingers crossed until your room 
on the desk now graze a zoo 
horses runnin' in the hallway 
Press for illusion 

On the last floor no one too 
just a fishbowl in the roof 
red fishes swim in the ceiling 
aiming to where they belong 
Press for illusion

Irene

In fondo non importa
Non è così importante
Si fanno congetture
Per poi non dire niente
Quando parla la gente
Quando parla la gente
Quanto parla la gente

Chissà se quando ridi
Ondeggi come i fiori
Chissà se il tuo profumo
Lo neghi ai tuoi amori
E se in fondo a quegli occhi
Che dicono di cielo
Davvero scorre un fiume
Dove anneghi i dolori

Ma io nei tuoi silenzi
Non trovo una risposta
E sfuggi come i giorni
…come la vita

Perché una eri all’arrivo 
E un’altra alla partenza
E il saggio al mondo cerca
Soltanto la sua essenza
Qualcosa che riveli
Che spieghi l’esperienza
Perché se tutto cambia
Eterna
E’ la tua assenza

Ma in fondo non importa
Pare non sia importante
Si fanno congetture
Per poi non dire niente
Quando parla la gente
Quando parla la gente
Quanto parla la gente
Tendo le braccia, ma poi non stringo
Niente.

 

Aveva undici anni

Mia madre si chiama Carmen Loi, è nata il 16 luglio del 1932. Nel ’43, durante uno dei devastanti bombardamenti su Cagliari, vide una donna fuggire con in braccio un bambino la cui testa era stata staccata quasi di netto dallo scoppio di una bomba. 
La donna correva e la testa del bimbo, semi mozzata, ballonzolava: come in un’assurda danza!

Il tempo è passato, mia madre è invecchiata, ma i bambini di oggi, come quelli di ieri, li ammazzano i padri di altri bambini. Ai loro figli insegnano giochi, raccontano fiabe, ma il dolore sugli altri non fa altrettanto male.
Cos’è stata mai Cagliari
Condannata a bruciare?

Paternidadi

Sabori de sali 
In cust'arretumbu 
Chi mi tzerriat 
E mi mallat aintru 
De tempus attesu 
Grai est su passu 
In is moris de craba 
Su cuccuru est inni' 
Sempre accappiau a s'orizzonti 
E callenti est sa bertula 
Portada tira tira O gioga gioga 
Prena de cincu semis 
E de sperantzia

 

Traduzione 

Sapore di sale

in quest’eco

che chiama

e mi ferisce* dentro

da un tempo lontano

Pesante è il passo

sui sentieri di montagna*

La cima è lassù

sempre legata all’orizzonte

Ed è calda la bisaccia

portata a fatica*

o con leggerezza*

piena di cinque semi

e di speranza

 

Poesia di Vincenzo Pisanu

mallai in realtà non è ferire quanto picchiare, pestare, percuotere
is moris de craba sono letteralmente le pasture per le capre
portai tira tira è letteralmente trascinare
o gioga gioga letteralmente sta per scherzando, come fosse uno scherzo

 

Atlantide prima della pioggia

Sì che sarebbe splendido
Riuscire a scorgerti in mezzo al via vai
Tutti in corsa fermi in un mare di guai
Senza arrivare mai
Senza toccarci mai
Oh ma dicono che il tempo prende
E il tempo dà
Solo che a nessuno basta 
Quel che ha
Così cane mangia cane, in libertà
Sotto alle grigie nuvole

(Something borrowed, 
Something old, 
Something new
Let’s stop being blue
Is that all we got to choose from baby?
Keep on running,
You’ll just get to stand still)

Ci sarà pure un limite
Ma non è quello che poi senti in TV
Più va tutto in vacca, più moine mi fai
Se non vendi o non compri
Sei morto e lo sai
Ah, ma dicono che quel che scegli 
Sia libertà
Duro o molle, è certo un’opportunità!
Dillo ai bimbi scalzi intorno alla città
A chi non potrà mai scegliere
E senza una lingua
Non chiede più perché

Dicono che il tempo prende
E il tempo dà
Solo che a nessuno basta 
Quel che ha
Così cane mangia cane, in libertà
Vedi che comincia a piovere?

Nata dal Silenzio

Nel silenzio senza fine
Nel silenzio, ad aspettare
Nel silenzio, a camminare … 

Ho sognato che potevo dirti 
Che tutto è più bello
Quando sei con me
Figlia io ti amo in un silenzio 
Che mi ruba 
Tutte le parole
Ma non quel che ho nel cuore
E che suono faccia il vento non lo so 
Ma le ali per volare, io ce le ho
Figlia le regalo a te senza parlare
Te le do perché tu possa dire
“Posso anch’io volare”

Nel silenzio senza fine 
Nel silenzio, ad aspettare
Nel silenzio, a camminare
Nel silenzio ho imparato
Ad ascoltare

Su Patriotu

Presu che fera, sambenande, chin su corazu de unu Zigante
A conca arta est intrau in Carra Manna
Sa die trinta de su mese ‘e augustu milliotichent’e duos.
Sende chi non li podian binchere s’onore
Pro vinditta l’an brusiau su corpus
Sa chisina ghetada a su bentu
Cumbintos de podere isperdere
Sa libertade, s’eroismu, s’ammentu
Ma goi an semenau totu sa Nassione
E in medas oje naran chi l’an bidu
L’an bidu in Pratobello, l’an bidu in Capu Frasca
In Buggerru, chin sos minadores
In Casteddu, chin sos pastores
E tue puru, si cheres, lu podes biere
Cando su popolu gherrat pro sa libertade
Mira s’istendardu de sos bator moros
A lu bies
Su chi l’at in manos?
Issu est Frantziscu Cilocco

 

Traduzione 

Catturato come una bestia feroce, con il coraggio di un Gigante

A testa alta è entrato  in Carra Manna*

il giorno trenta del mese di agosto del milleottocento e due

Dal momento che non potevano privarlo del suo onore

per vendetta gli hanno bruciato il corpo

la cenere dispersa al vento

Convinti di poter disperdere

La libertà, l’eroismo e il ricordo

Ma così hanno seminato tutta la Nazione

E in molti oggi dicono che l’hanno visto

L’hanno visto a Pratobello

l’hanno visto a Capo Frasca

a Buggerru, con i minatori

e a Cagliari, con i pastori

E tu, anche tu

se vuoi lo puoi vedere

quando il Popolo combatte per la libertà

guarda lo stendardo dei Quattro Mori

Lo vedi chi lo regge fra le mani?

Lui è Francesco Cilocco

Poesia di Pierfranco Devias

“carra manna” è la piazza del mercato. Oggi, a Sassari, dove ebbe luogo il martirio di Cilocco, si chiama Piazza Tola.

Gorizia tu sei maledetta

La mattina del cinque di agosto
Si muovevan le truppe italiane
Per Gorizia, le terre lontane
E dolente ognun si partì
Sotto l’acqua che cadeva a rovesci
Grandinavan le palle nemiche
Su quel monti, colline e gran valli
Si moriva dicendo così:
Oh Gorizia, tu sei maledetta
Per ogni cuore che sente coscienza
Dolorosa ci fu la partenza
E il ritorno per molti non fu
O vigliacchi che voi
Ve ne state
Con le mogli sui letti di lana
Schernitori di noi carne umana
E rovina della gioventù
Voi chiamate “il campo d’onore”
Questa Terra al di là dei confini
Qui si muore gridando “assassini”
Maledetti sarete un dì
Maledetti sarete un dì.

Una produzione Radici Music Records (2018)

Rispondi