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Un oste (perbacco!)

Via Aquilone, Chiara Effe, 2015

Ho un cuore da sempre disposto a cura e accoglienza

So come placare la malevolenza

Io parlo ed osservo i miei vini e indovino il più adatto a te.

Abituato a non stare seduto, ho studiato da dietro il bancone

che il liquido rosso se bevuto spesso carezza chi amore non ha.

Vedo due mezzi bicchieri avanzati,

son certo appartengano agli innamorati andati via ora,

al calar della sera, inebriati anche un po’ grazie a me.

Grazie a Iddio che ha creato la terra completa di acqua e di uva,

ma scusa per me, da buon peccatore,

più in alto di Nostro Signore c’è l’uomo inventore del vino,

sublime bevanda che rima briganti con santi,

li mette sullo stesso tavolo, gli frega un cavolo, ti prende per quello che sei.

Solo una volta, ricordo, mi sono ubriacato senza ver bevuto,

di latte era fatto il suo viso diviso tra un bicchiere rosso e un sorriso per me.

Oggi brindiamo un po’ a tutto e per tutto l’amore che provo per lei,

se verso vino a chiunque lo chieda lei sola è la donna che lo versa a me.

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