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Intervista a Roberto Luti

Due date in Sardegna per i T.R.E.S.: Cagliari e Gonnesa

 

I Tres Radio Express Service faranno due date in Sardegna questo week end.

Sabato 24 a Cagliari per il Rosso&Blues Festival e il 25 durante Domenica al Parco a Gonnesa.

Il festival Rosso & Blues avrà luogo presso la Compagnia Cantante, in collaborazione con la stessa e l’associazione Good Vibrations, in Via Dolcetta, e vedrà per tre sabati di fila musica di respiro internazionale con anche il soul di James&Black e il blues di Francesco Piu.
Domenica al Parco è invece un’iniziativa di musica, fumetti, vintage videogames, graphic novels e birra artigianale (ho avuto il piacere di assaggiare la birra di Piero del Circolo Mine of ed è buonissima) che vede unire le forze di Comune di Gonnesa, Fab Lab Sulcis, Circolo Mine of Beer, Dark Side, Nerd Head e anche qui Compagnia Cantante  e Good Vibrations.

I T.R.E.S. fanno parte del progetto internazionale Playing For Change. Roberto è pure uno dei chitarristi di punta di questo format che richiama artisti di tutto il mondo. 

Roberto e Simone Luti più Rolando Cappanera in una miscela esplosiva di blues, rock, funk e psichedelia.

Facciamo quindi due chiacchiere con Roberto Luti

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Ciao Roberto! 

È un grosso piacere intervistarti per Sa Scena Sarda

Rosso & Blues e Domenica al Parco, le locandine

Intervista di Daniele Mei

Partiamo da un argomento non strettamente legato al discorso sonoro ma che m’interessa anche personalmente. Il discorso crowd funding. Evidentemente è stata la scelta giusta, dato che vi ha permesso effettivamente di realizzare il disco. Com’è nata e come avete portato avanti questo modo di finanziare il vostro lavoro? 

L’idea di effettuare un crowd funding è nata da molteplici necessità e volontà. Volevamo fare un nuovo disco e ci piaceva l’idea di coinvolgere i nostri fan attivamente finanziandolo comprandolo prima che fosse prodotto.

Mi sembra una cosa abbastanza logica oggi, un momento dove le case discografiche non investono più di tanto e i musicisti sono al verde.

Se a delle persone piace una band e di questa volessero musica nuova, che la aiutino a produrla! 

Ho appena visto la tua versione di Dark was the night registrata per il progetto Playing for Change. Una canzone del caro Blind Willie Johnson che è stata spedita nello spazio. Credi come me che il delta blues sia ancora di un’attualità sconcertante?

Il blues, specie quello più scarno delle radici, è alla base di tanta musica moderna.

Negli ultimi anni è stato ripreso ed ha avuto un boom grazie a R.L. Burnside, John Spencer, White Stripe, varie one o two man Band.

I giovani lo amano più adesso che negli anni ottanta o novanta. C’è stato un ritorno alle radici, alla cosa diretta e brada, schietta, del blues del Mississippi.

Il tuo chitarrismo è virtuoso e molto energico. Chi sono i tuoi maggiori ispiratori?

Vari bluesman del passato, direi tutti Robert Johnson, Blind Willie Johnson, Bukka White, Fred McDowellCharlie Patton. Poi Ry Cooder,Taj Mahal, Jimi Hendrix, Tolo Marton, Anders Osborne,Chris Whitley e molti altri.

Che musica ascolta ora Roberto Luti?

Oggi jazz, new soul e R&B. 

L’idea di mettervi in gioco con un discorso prettamente strumentale è derivata da una necessità, magari tecnica, logistica o è proprio una scelta concettuale precisa?

Nessun di noi è un valido cantante, o comunque non lo è all’altezza della parte strumentale.

Meglio quindi rimanere forti facendo quello che facciamo meglio 

Non so tanto di voi, trovo pochissime informazioni nella rete, oltre i video e gli album su Spotify. Vedo però che suonate davvero tantissimo. Che ruolo ha la comunicazione nella riuscita di un progetto musicale?

Ruolo importante. Oggi è importante essere presenti online per far vedere che ci sei.

Purtroppo le generazioni come la mia o peggio ancora quelle precedenti, hanno difficoltà ad adeguarsi.

Oggi per non scomparire devi farti vedere online. A mio avviso con integrità e verità, senza costruirsi una persona che non sia quella vera. 

Raccontaci Playing for Change.

Playing for Change è un movimento che crede nella musica come momento e forza d’incontro tra persone di qualsiasi estrazione sociale, economica, politica e religiosa.

Un movimento per rendere questo mondo un posto più pacifico e fraterno, migliore, nota per nota.

Playing for Change è una fondazione che attraverso donazioni e ricavi dalle produzioni musicali, costruisce scuole di musica per bambini, in paesi con difficoltà economiche e sociali. 

Una curiosità quasi gossipara. Com’è suonare e andare in tour col proprio fratello? Oltre al fatto di trovare un mostro del basso praticamente in casa. 

È bello e il legame più profondo rispetto alla amicizia porta sia a maggiore sintonia ma anche litigi, ordinaria amministrazione.

Poi comunque quando si è in tournée per un po’ siamo tutti fratelli. 

Vieni da Livorno, la città di alcuni grandi artisti, Nada, Bobo Rondelli e soprattutto Piero Ciampi. Ho letto che con il grande Bobo avete collaborato.

Livorno è piena di artisti, come del resto lo sono altre città cariche di carattere e dense di vita ma anche ricche di problemi.

Bobo è uno dei miei cantautori e performer preferiti, un grande.

Un orgoglio che mi abbia chiamato a suonare su un paio di brani di un suo disco. 

 

Grazie e aspetto di conoscerti personalmente sabato a Cagliari.

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Quindi la nostra forza sei tu e la tua passione. Contribuisci a far crescere questo progetto.

Te ne saremo infinitamente grati, e potrai sentirti protagonista di Sa Scena Sarda quanto noi!

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