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South Sardinian Scum

Una chiacchierata con i South Sardinian Scum

Scritto da Davide Caboni

Una normale calda mattina Cagliaritana.

Devo intervistare una band di cui ho solo sentito parlare, suona un genere che conosco poco, ma ogni volta che ho un’occasione vado a vedere concerti.

La musica è così, le emozioni vanno talmente oltre le etichette e le definizioni che quando senti un batterista che comincia a dare il tempo già le gambe si stanno muovendo e la testa ha cambiato padrone da seguire.

Così parcheggio.

Luogo dell’incontro il Centro di Aggregazione della Vetreria di Pirri.

Mi siedo e attendo.

Pochi minuti e scorgo arrivare verso di me Giampi e Andrea, rispettivamente cantante e batterista dei South Sardinian Scum.

Una fugace stretta di mano e poi ci dirigiamo verso il quartier generale della band, la loro bellissima sala prove che è anche studio di registrazione e la realtà colma di cultura e “sottocultura” di cui nelle due ore successive al nostro incontro arricchiranno una bella chiacchierata.

Il centro sarebbe e dovrebbe essere la musica.

I South Sardinian Scum propongono un genere Psychobilly.

Nascono dalle ceneri dei conosciutissimi Gods of Gamble e nella formazione attuale c’è un tale intreccio di generi e cultura musicale che si potrebbe scrivere un libro.

L’approccio di Giampi è fenomenale.

Mi dice che, nonostante il loro genere, tutto ha un sapore e un’attitudine punk come non ne vedevo da tempo.

La chiacchierata è stata soprattutto inerente alla sottocultura.

Una chiacchierata che ha racchiuso tante idee e ha mostrato, una volta per tutte, che la città e la cultura che viene dalla musica è viva e ha sempre una bella strada da mostrare e da indicare a chiunque sia capace e volenteroso per seguire l’indicazione.

Libri, dischi, tutto quello che può girare intorno ad una associazione culturale e ad una struttura (La Vetreria di Pirri) è un patrimonio di arte e cultura da mettere a disposizione di chi, come Giampi e soci, si muove nella giusta direzione.

Sulla musica contenuta nei due EP, che mi hanno fatto ascoltare e apprezzare, c’è racchiuso tutto il background musicale che ha portato dopo svariati anni di esperienza a calcare i palchi di mezza Europa a questi ragazzi pieni di energia.

Come volete chiamarlo fa poca differenza, se per le vostre orecchie è rockabilly o psychobilly, magari rock and roll, l’attitudine è quella di dare sempre, e comunque, la precedenza al cuore, alla voglia di raccontare e cantare da un palco una “sottocultura” viva e capace di smuovere gente che ha fatto di un’attitudine, un genere musicale, una scuola di pensiero, il proprio stile di vita, anche se oggi non si è più bambini o ragazzi a cui papà può comprare la chitarra nuova, e anzi si deve portare avanti la propria vita pensando alla propria famiglia che cresce e tira avanti.

Non avrei smesso mai di chiacchierare di svariate esperienze musicali, di concerti, di persone ospitate per dare un contributo concreto e valido a qualcosa che oggi è scomodo nominare.

La nostra cultura, o se preferite sottocultura, fatta di punk, hardcore, metal, rock and roll è sempre più viva e radicata nella società e solo la nostra voglia e la nostra attitudine contribuiscono a creare quell’energia infinita che non smetterà mai di far suonare i nostri amplificatori e di picchiare le nostre bacchette su un rullante.

Lo so, non è una recensione che vi dice che i South Sardinian Scum sono una band che nasce a Cagliari e che ha fatto questo o quello suonando in Germania o in Olanda (ma avrei potuto dirvelo corredando anche il racconto con piacevoli aneddoti delle varie serate), d’altra parte non vi ho nemmeno detto che abbiamo chiacchierato di teatro o dei libri di quel pazzo visionario di James Ellroy (grazie infinite per il consiglio di lettura a Giampi) e quindi nemmeno è un’intervista.

Mi piacerebbe lasciarvi questa mia inter-recensione come un nuovo modo di vedere le cose, con la consapevolezza che possiamo avere idee e svilupparle se abbiamo una cultura e una conoscenza di quello che vogliamo fare.

In questo la mattina passata con i South Sardinian Scum è stata molto più che sentire un disco di cui parlarvi o porre domande in stile biografia che potete trovare nelle loro pagine web.

South Sardinian Scum è molto di più.

Seguiteli, ballate sulle loro canzoni e lasciate che la sottocultura di cui fate parte sia il vostro maestro per ogni giorno della vostra vita.

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