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RECENSIONI

Seacrash - Veronica - Sa Scena Sarda - testi e traduzioni - 2018

Veronica

Seacrash, Autoprodotto 2018

Recensione di Luca Garau

Seacrash, al secolo Antonio Littarru, giunge, con Veronica, al terzo capitolo della propria discografia.

Il disco si presenta fin troppo coerente con se stesso, quasi monocromatico. La traccia di apertura, Carnival of light in June, con un neanche troppo felice ossimoro, cela un carattere ben poco carnevalesco. Anzi, in maniera sufficientemente didascalica dichiara quello che sarà il resto del disco.

Chorus, phaser e riverbero saranno il trait d'union dei dieci pezzi che compongono l’album. Effetti che saranno onnipresenti, nella voce, nelle chitarre, nei synth.

Il riferimento allo shoegaze d’annata è abbastanza chiaro e nemmeno poi tanto fuori luogo. Le recenti pubblicazioni di Low e Slowdive sono il segno che la scena gode di ottima salute. Sarebbe stato apprezzabile percepire un pizzico di coraggio in più, anche solo per non correre il rischio di rimanere invischiato nelle strette maglie del tributo.

Nonostante ciò, ripetendo gli ascolti, il risultato è decisamente positivo. Un lavoro molto intimo e sussurrato, complice la fitta coltre foggy che conferisce un carattere malinconicamente caldo.

Rispetto ai lavori precedenti, Seacrash sembra aver abbandonato la ricerca sottrattiva essenzialmente quantitativa in favore di un approccio di tipo qualitativo, riuscendo così a comunicare quel piacevole senso di piccolezza e essenzialità che è esso stesso minimalismo.

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