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RECENSIONE

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Una Parole

OK BA, Autoprodotto 2019

Recensione di Luigi Buccudu

Una Parole, l’EP di recente pubblicazione degli OK BA, è un mortaretto gettato tra i piedi dei passanti. Il progetto, nato dalla sinergia di Pasquale Demis Posadinu e Alberto Atzori, sembra infatti voler tastare le reazioni di una platea musicale che negli ultimi anni è mutata radicalmente, sia per modalità di fruizione che per educazione sonora.

I due mischiano volutamente le carte e si muovono su un terreno comunicativo solo apparentemente nuovo. L’ossatura resta la vena autoriale e distintiva del songwriting di Posadinu, ma il vestito cucito addosso dalla produzione creativa di Atzori si distende su sonorità elettro/pop più attuali e accattivanti.

Il risultato è una bestia esotica che si fatica a identificare immediatamente ma che ci si ritrova a seguire tra la vegetazione fin nei meandri più oscuri del bosco.

“Se solo i sogni fossero caffè saremmo il fondo delle tazze.”

Ciascun pezzo rivela, scartando l’involucro di zucchero variopinto che lo riveste, una perla nera di indagine esistenziale. Nelle liriche di Posadinu convivono nostalgie di giovinezza e disillusioni adulte. Tematiche come la crescita, la responsabilità, la malattia sono affrontate senza filtri, risultando verità di piombo che permangono sotto pelle anche oltre l’ascolto.

Un esordio senza dubbio importante che, al di là della probabile motivazione sperimentale per cui è nato, porta con sé un potenziale artistico che promette un futuro LP di spessore assoluto.

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