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nuovo cantacronache 4 - igor lampis - punkillonis - sa scena sarda - giulia pinna - 2018

Nuovo Cantacronache 4

Igor Lampis, Il cenacolo di Ares 2018

Recensione di Giulia Pinna

Nuovo Cantacronache 4 è il primo disco solista di Igor Lampis. Chitarrista e membro fondatore dei Punkillonis, dal 2012 inizia a sentire l’esigenza di avvicinare la sua attività d’autore di romanzi, poesie e racconti, alla musica.

La passione per il cantautore e poeta francese Georges Charles Brassens lo avvicinerà a Beppe Chierici con il quale, assieme a Margot Galante Garrone vedranno mettere in piedi Nuovo Cantacronache, traendo ispirazione dal gruppo torinese de I Cantacronache, nato a cavallo tra gli anni ‘50/’60 con lo scopo di raccontare l’Italia avvalendosi d’uno sguardo critico e di parole di denuncia sociale e politica.

Sebbene il titolo dell’album non suoni dunque esclusivo, sembra che invece lo siano le intenzioni: si adotta una visione più macroscopica e si canta di un mondo infelice, caotico, di un sistema invischiante che allontana dalla capacità di vivere e vedere la realtà secondo le qualità della vita, della bellezza, dell’integrità e del riconoscimento dei diritti di ogni essere umano.

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Le canzoni

Il disco parte inaspettatamente con un coraggioso accordo maggiore in I tramonti, decidendo che sarà lui ad accogliere anche le parole più taglienti dentro un’atmosfera festante. Il linguaggio è chiaro e semplice sin da questo primo singolo che racconta, accompagnato dalla commistione di chitarre e ukulele, della bellezza intrinseca nella natura e nell’uomo, capace di godere di tale poeticità dell’esistenza, come quella che, infatti, risiede in un tramonto. Peccato, però, che ci pensi Il Sistema a darci scenari di vita meno felici. Si prosegue ne I Maiali. Ben poco interessati all’utilizzo di un linguaggio raffinato, ci si immerge in scenari che  illustrano con immediatezza la poca eticità della politica attuale.

Temi delicati dispiegati in rima, con ritornelli ballabili e orecchiabili che rimangono in testa. Come in Inutile emigrare che, così come intuibile dal titolo, affronta sarcasticamente il tema dell’emigrazione e ne Il lavoro è un miraggio, che tratta della disperata condizione occupazionale e dei sentimenti di frustrazione e impotenza che ne conseguono.

Il clima gioioso dell’album viene spezzato sulla sesta traccia nella Ballata per i centri antiviolenza, in cui un lento arpeggio di chitarra, dalle sonorità malinconiche, fa strada ad un canto risuonante come una nenia. È questa l’atmosfera scelta per illustrare la tragica e vasta realtà, spesso misconosciuta, generata dalla società patriarcale. Il disco prosegue la riflessione, in Continuate a uccidere il poeta, cantando del genio intuitivo di questi ultimi, capaci di veder ben oltre le evidenze, suggerendo visioni alternative della realtà, spesso predittive degli eventi. Dono che, come la storia ci mostra, può costare l’esistenza. Si giunge al capolinea con Io me la prenderò con te, servendosi ancora una volta di una melodia spensierata, sulla quale si ricamano parole che narrano di dilagante ipocrisia umana.

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foto di Emiliano Cocco

Scelte difficili

Nuovo cantacronache 4 è un album che si prefigge l’obiettivo di cantare degli scenari attuali del nostro mondo scegliendo l’immediatezza della rima baciata o alternata, toni satirici, a tratti l’indole del cantastorie, la semplicità.

Una scelta non facile da prendere quando ci si avvicina alla delicatezza delle dinamiche sociali-politiche, nonché umane, con cui conviviamo. Scelta che tuttavia non eccede mai e che, con l’abilità di un equilibrista, sa muoversi con una certa destrezza sulla sottile linea, agli occhi spesso invisibile, sulla quale possono convivere complessità e leggerezza.

 

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