fbpx
Ms Miroslaw - Sa Scena Sarda - Trasponsonic

Organes De La Voix - Chants Funèbres Pour AHYHU

MSMiroslaw, Trasponsonic 2018

Recensione di Daniele Mei

Avete mai provato a battere le mani all’interno di un Nuraghe? Quel suono rimane lì per un tempo lunghissimo al quale non si è, per la maggior parte dei casi, abituati. Il Nuraghe è una delle strutture meglio insonorizzate al mondo, ed è una realtà quasi magica dato che sono stati costruiti circa 4000 anni fa.

L’altra sera, passeggiando per una festa paesana, ho avuto modo di chiacchierare con un signore che aveva una piccola bancarella. Vendeva il suo libro chiamato La Terra Degli Dei. Lui è Giovanni Cannella. Una persona gioiosa e particolare, come difficilmente trovi.

Mentre parlavo con lui, sfogliando il libro, associai una delle immagini del suo libro ad un’altra che vidi nelle foto promozionali di Chants Funebres pour AHYHW.

Subito abbiamo spostato il discorso sul fatto che il disco di Ms Miroslaw è stato registrato all’interno di una di queste torri di pietra. Quasi sbalordito mi ha raccontato che il nuraghe è un convogliatore di suono e che lui, quando era ragazzo, suonando una chitarra al suo interno, fu talmente coinvolto dalla risonanza acustica da entrare in una sorta di trance. Quando si svegliò, si trovò, con grande stupore, all’esterno di esso, frastornato. Fu il momento nel quale decise di dedicare la sua vita allo studio di questi misteriosi manufatti dell’antichità.

È un po’ lo stesso motivo che spinge Mirko Santoru a voler esplorare il suono all’interno di un Nuraghe (non a caso scritto con l’iniziale maiuscola). Ogni suono emesso viene incanalato in questo potente proseguimento naturale dell’apparato fonatorio umano, in questo caso aiutato da mezzi tecnologici come looper ed effettistica.

MSMiroslaw - Sa Scena Sarda - Retro Cover -- Trasponsonic

AEIOU

Per Mirko tutto questo va ben oltre la semplice arte o ricerca, qua si va quasi verso un intento sacro di invocazione delle varie energie che hanno popolato la terra nel tempo. È il contatto del presente con il passato, fatto anche di sangue, di culture cancellate e che attraverso questi suoni ancestrali chiedono con forza di essere riportate alla luce. È un gioco sul filo del rasoio, perché queste energie possono anche rivoltarsi contro e ferirti a livello psicofisico. Bisogna dare attenzione, rispetto.

I nuraghi, custodi del suono, hanno una struttura che permette di trasportare con forza il suono verso l’alto, verso il cielo. In effetti, esiste la teoria che all’interno dei nuraghi si consumassero dei riti, quindi poteva anche essere un modo per comunicare con le divinità. E questo lavoro è un vero e proprio requiem ma che invoca la rinascita di una terra sofferente.

In questo caso si sono scelti i siti a Borore, Duos Nuraghes e Santu Bainzu, e le grotte Nasprias sempre nei dintorni di Macomer, sul Marghine. Ognuno di essi ha le sue peculiarità sonore. Queste sono state utilizzate per riprodurre la struttura delle linee vocali del canto a tenore. Nelle nicchie “contra”, “bassu” e “mesuoche”, nella sala centrale la “oche”. Da qui potete intuire che l’unico strumento utilizzato è la voce, che segue linee melodiche improvvisate dettate dalle sensazioni provate da Mirko in completa solitudine, al buio, dentro il Nuraghe.

Sicuramente difficile, non un disco per intrattenimento, recensito in tutte le più importanti testate giornalistiche musicali anche europee per un progetto che ha riscosso, col precedente lavoro, l’interesse di uno dei grandi, Julian Cope, il druido. Un qualcosa di non identificabile messo troppo semplicisticamente nel genere italian occult ma che in Trasponsonic, etichetta tutta da scoprire, amano definire paleolithical psichedelia.

"Ragnarock starts here, motherfuckers!”

Rispondi