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RECENSIONI BREVI

Master of Fappers

X-Nipples, Autoprodotto 2019

Recensione di Simone La Croce

Dieci canzoni in poco meno di venti minuti di beata ignoranza: garage punk, grezzo, veloce nervoso, suonato come se lo studio stesse andando a fuoco ma occorre chiudere le registrazioni per non perdere anche i soldi, dopo la dignità. Questo è Master of fappers, album d’esordio degli X-Nipples. Ed è tutto molto bello, molto vero e molto genuino. Tra distorsioni acide, assoli, sprazzi di noise e anche altissimi momenti di lirismo (“We drink your beer, We piss your dog, We love your mom, Gonna love you too”) il disco fila via gagliardo. 

Si sono addirittura scomodati in cinque per registrarlo, musicisti che sanno suonare, fanno i coretti e ancora hanno voglia di velocità e quattro quarti, grandi azzardi di questi tempi. Che, nonostante gli anni 90, potrebbero non aver ancora stancato una volta per tutte. E va bene così. Ma si parla comunque del nulla perché se gli X-Nipples si fossero preoccupati di tutti questi discorsi, probabilmente non avrebbero fatto un disco come questo. “Lost my mind lost my head and I don't care”. What else?

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