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RECENSIONI

Librerie Musicali

Dancefloor Stompers, Four Flies Records 2018

Recensione di Luca Garau

Librerie musicali è l’ultimo lavoro dei Dancefloor Stompers pubblicato per Four Flies Records a fine 2018 e distribuito in un bellissimo vinile da 180 g in edizione limitata.

L’artwork del disco, realizzato da Inkline di Andrea Cara, è una dichiarazione di intenti: Alfetta, uomo incappucciato con pistola, donna avvenente e articolone in prima pagina sono il preambolo di quello che musicalmente sarà il contenuto.

Il terreno è quello delle soundtrack, il contesto quello del cinema poliziottesco degli anni 70 che ha avuto come maestro Fernando Di Leo.

Una volta messo il disco sul piatto e poggiata la puntina, nessuna delusione, anzi. Quanto promesso in copertina è riprodotto dalle casse: l’effetto doppler delle sirene, le sparatorie e i dialoghi serrati non si sentono, ma ci sono.

I quattro, forti delle esperienze precedenti e parallele, Sikitikis e My Chemical Marriage su tutte, dimostrano di muoversi su questo terreno senza timore alcuno, dritti e spavaldi. Oltre l’esecuzione, senz’altro ottima, merita una menzione speciale l’attento lavoro di produzione.

La cassa gonfia, il basso dritto e tagliente, la chitarra fuzzosa colorata dall’uso sapiente del wah-wah, le tastiere che spaziano dal Fender Rhodes al vibrafono, passando per l’immancabile Hammond, i fiati brillanti e sincopati: tutti i topoi che tanto hanno caratterizzato il sound della Motown sono ben presenti e magistralmente dosati nel disco dei Dancefloor Stompers.

Come in ogni buon thriller, assieme a gangster e sbirri ci sono anche le femme fatale. Irene Nonis in A Man of Justice che con la sua voce sembra voler accarezzare il volto imbronciato del detective disegnato dall’incessante basso e dalla chitarra acida in levare. E Sista Namely pasionaria del soul, che in Car 28 avanza spavalda tra groove serrati e pistolettate.

pic by Mario Martino, 2016

Il disco arriva in chiusura con la bellissima Romance di ispirazione morriconiana. Larga come un lungo piano sequenza, viene sospinta da un bolero in crescendo sul rullante che sfocia in un  finale solenne, come nella migliore tradizione cinefila italiana.

Se “Librerie musicali” fosse il film di cui parla, l’ambientazione non sarebbe certo la Milano di Thomas Millian.

Le volanti della polizia non convergerebbero a Giambellino, ma più probabilmente a Is Mirrionis, le notti brave non alla Bovisa, ma alla Marina, in quella Cagliari verace di cui ancora si sente il profumo.

I Dancefloor Stompers con questo loro ultimo lavoro si dimostrano capaci di raccontare un avvincente film, di quelli da guardare tutto d'un fiato sperando in un nuovo capitolo della saga, riuscendo, attraverso la musica, a suscitare nell’ascoltatore le medesime sensazioni e aspettative.

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