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Pierpaolo Capovilla

L'intervista di Simone La Croce

In occasione del mini-tour organizzato dall'Associazione Culturale Il tempo delle assenze e dai ragazzi de I Fiori di Mandy, abbiamo incontrato, a Su Tzirculu di Cagliari, Pierpaolo Capovilla, in Sardegna per tre date dal 2 al 4 maggio.

Pierpaolo Capovilla ha bisogno di poche presentazioni. Frontman di One Dimensional Man e Teatro degli Orrori, ma anche autore, scrittore nonché attore "portatore di poesia", come ama definirsi lui, porta in giro da diversi anni dei monologhi incentrati su figure cardine della letteratura italiana e internazionale. In Sardegna ha scelto di portare in scena a Macomer una drammaturgia basata su “Viaggio al termine della notte”, romanzo di Louis-Ferdinand Céline, a Oristano alcune declamazioni da “La religione del mio tempo” di Pier Paolo Pasolini e a Su Tzirculu “Eresia” il suo spettacolo personale basato sulle opere del grande poeta russo Vladímir Vladímirovič Majakóvskij.

L’intervista prende spunto proprio dai contenuti portati in scena dal musicista veneziano per poi allargarsi a esplorare il suo pensiero riguardo il ruolo dell’intellettuale, la forza della poesia, l’omologazione e ovviamente la musica.

Questa è in assoluto la prima video-intervista a firma Sa Scena Sarda. È un’intervista molto DIY, pianificata in tempi strettissimi e realizzata con i pochi mezzi a nostra disposizione. Ma ne andiamo molto orgogliosi e speriamo sia solamente la prima di un ciclo che ci auguriamo molto molto lungo.

Ringraziamo in modo particolare Pierpaolo per la sua disponibilità e per le sue parole, il fotografo e videomaker Sergio Madau per il montaggio e la consulenza tecnica, Luigi, Edoardo e Raffaele per l’opportunità e i ragazzi di Su Tzirculu che ci hanno ospitato.

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