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RECENSIONI

II

MN+USDE, La Cisterna/Le Officine 2019

Recensione di Daniele Mei

Mario Nardi e Underground Sunshine Drum Ensemble, al secolo Lorenzo Mele, si sono incrociati artisticamente nel 2016 formando il progetto MN+USDE.

Nardi, dopo un’interessante esperienza a Londra che lo ha visto incidere This music is organic per la 25 Hours Records di Gary Powell, drummer di Libertines e Dirty Pretty Things, è tornato nella sua Santadi per tentare la carriera di musicista full time. Qui ha trovato il decisivo supporto ritmico di Mele, reduce dalla militanza nel trio funk rock di Carbonia Fratelli Detroit.

In poco tempo è uscito il primo vero album, omonimo, per Van Music Records, raccogliendo e adattando alla nuova formazione brani provenienti dal periodo londinese del cantante.

Il nuovo EP, II (Due), è invece scritto a quattro mani ed è, come dichiarato da Nardi stesso, la prima parte di un lavoro che avrà un seguito in autunno. Una sorta di side A con uno spirito solare e festoso, in contrapposizione a un lato B più oscuro e notturno. Staremo a vedere.

Certo, la copertina svia da questa sensazione di allegria e disinvoltura. Un’immagine in bianco e nero con contrasti e ombre nette di una terra spogliata di tutto, trasmutata in superficie lunare dove resta solo un’altalena vuota, alcuni personaggi abbandonati e qualche pianta tropicale spenta. Un artwork a opera di Nardi stesso, con riferimenti ai pezzi del disco e con quella mucca là in mezzo a ricordare irrimediabilmente Atom Heart Mother dei Pink Floyd.

Chitarra acustica, voce effettata e ritmi sincopati con qualche sporadico inserto di elettronica sono gli ingredienti che danno corpo a II. Le sonorità unplugged sono incalzanti e aggressive al punto giusto con virate “tropicali” come se Vampire Weekend e Black Rebel Motorcycle Club decidessero di incontrarsi trovando un’unità d’intenti.

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La prima del lotto, Jane, è tesa, affilata, carica fino a esplodere. In Karaibi la mente vola verso la spensieratezza estiva. La passione per gli Zeppelin, poi, si manifesta nei due minuti e cinquantuno secondi di Speed Bonzo, dedicata a John Bonham, mentre Space trip, già rodata dal vivo, ha un approccio più blues e allo stesso tempo più psichedelico.

La produzione de La Cisterna Studio di Giuseppe Aledda è di buon livello: i suoni sono caldi, compatti, definiti e rendono giustizia a un insieme che nella sua linearità risulta molto dinamico.

Un mini album tutto sommato gradevole, che non si discosta tanto negli intenti dal precedente lavoro, con belle canzoni ma senza quel guizzo che attendiamo di trovare a ottobre nel prossimo EP.

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