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FORMA E POESIA NEL JAZZ - LIVE REPORT

Forma e Poesia nel Jazz

Il racconto della ventitreesima edizione del festival

Di Claudio Loi, foto di Daniele Fadda e Stefania Desotgiu

La rassegna diretta da Nicola Spiga è arrivata a spegnere ventitré candeline. Un bel traguardo per una rassegna che ha iniziato in sordina affiancandosi ai giganti della programmazione regionale e lentamente ha conquistato il suo spazio. È un festival che ha sempre puntato sul fuori stagione, spesso in primavera e da qualche anno in autunno giusto per non ingorgarsi con la moltitudine di eventi estivi. Una scelta vincente e una filosofia che negli anni è rimasta fedele alle sue peculiarità ovvero fornire il meglio del jazz italiano e dare una chance anche ai tanti musicisti sardi che meritano di essere ascoltati. Intelligente anche la scelta di proporre eventi collaterali in scenari naturali, talvolta fuori dal perimetro urbano, spesso ad orari insoliti. 

Forma e Poesia nel Jazz - Anteprima - Elias Lapia Quartet - Daniele Fadda - EXMA - festival - fotoreport - XXIII edizione - 2020 - Sa Scena Sarda - 23 Settembre 2020
Forma e Poesia nel Jazz - foto di Daniele Fadda

Il festival negli anni ha utilizzato tutti gli spazi che la città propone, teatri, auditorium ma anche chiese e chiostri quasi a non voler diventare qualcosa di statico, di prevedibile. Nicola Spiga in tutti questi anni ne ha visto di ogni tipo, ha dovuto affrontare (come tutti quelli che fanno musica e cultura) ostacoli amministrativi, burocratici, finanziari, atmosferici, umani. Ma credo che questa edizione non se la scorderà facilmente soprattutto per quello che comporta il dover affrontare uno stato di emergenza sanitaria. Alla fine tutto è andato bene e credo che Nicola e tutto lo staff siano ben felici di non aver mollato. 

Quest’anno lo spazio per i concerti principali è stato individuato nell’Auditorium del Conservatorio di Cagliari e la scelta ha funzionato: ottima acustica, visibilità perfetta e, soprattutto, la possibilità di distanziare il pubblico senza rinunciare a troppi ingressi.

Forma e Poesia nel Jazz - Anteprima - Elias Lapia Quartet - Daniele Fadda - EXMA - festival - fotoreport - XXIII edizione - 2020 - Sa Scena Sarda - 23 Settembre 2020
Forma e Poesia nel Jazz - Elias Lapia Quartet - foto di Daniele Fadda

Il festival è iniziato il 23 settembre con un’anteprima all’Exma con due concerti molto interessanti: il duo composto da Alessandro Bardi alla chitarra e Matteo Costa al clarinetto e soprattutto l’attesa esibizione del nuovo quartetto del talento emergente Elias Lapia. Il giovane sassofonista siniscolese sta promuovendo The Acid Sound il suo disco d’esordio che ha inciso in compagnia di Mariano Tedde al piano, Salvatore Maltana al contrabbasso e Massimo Russino alla batteria. Proprio con questi musicisti si è esibito negli spazi dell’Exma proponendo la sua esplosiva miscela di Hard Bop, swing e tante altre cose. Ci si aspettano grandi cose da questo ragazzo ed è molto probabile che sarà così vista la tenacia, la grinta e la voglia di suonare.

Forma e Poesia nel Jazz - Matteo Mancosu Trio - Stefania Desotgiu - Auditorium Conservatorio - festival - fotoreport - XXIII edizione - 2020 - Sa Scena Sarda - 24 Settembre 2020
Forma e Poesia nel Jazz -Aranzullo Trio - foto di Stefania Desotgiu

Il 24 si comincia quindi all’Auditorium e Simone Cavagnino, che quest’anno ha presentato in modo esemplare il festival, annuncia che il concerto di Daniela Pes e Mauro Ganau è saltato per problemi di viaggio legati al virus. Sarà cura dell’Aranzolu Trio aprire quindi la serata, un classico piano trio formato dal pianista Thomas Sanna, il contrabbassista Antonio Farris e il batterista Alessandro Garau. Una proposta molto raffinata per un jazz meditativo e crepuscolare. 

A seguire uno dei set più attesi della rassegna: l’esibizione del giovanissimo chitarrista palermitano Matteo Mancuso accompagnato da Stefano India al basso e Giuseppe Bruno alla batteria. Si sta parlando tanto di questo ragazzo ed effettivamente la sua tecnica e la sua velocità di esecuzione sono impressionanti. Usa la chitarra elettrica senza plettro mutuando la tecnica classica appresa in giovane età e il risultato è davvero unico e straniante per questa strana commistione di tecnica classica e moderna. Il suo genere di riferimento è quello della fusion più canonica uno stile che gli permette di esprimere al meglio le sue doti tecniche. Il concerto si apre con un brano di Jeff Beck e prosegue con omaggi a maestri del genere come Wayne Shorter, Allan Holdsworth, Jaco Pastorius, Weather Report, John McLaughlin intervallati da brani originali che troveranno spazio nel suo primo disco previsto per la fine dell’anno. Sarà interessante seguire la carriera di questo talento per capire che strade prenderà con la speranza che riesca a controllare la sua infinità tecnica verso una visione personale e originale. 

Forma e Poesia nel Jazz - Matteo Mancosu Trio - Stefania Desotgiu - Auditorium Conservatorio - festival - fotoreport - XXIII edizione - 2020 - Sa Scena Sarda - 24 Settembre 2020
Forma e Poesia nel Jazz - Matteo Mancuso Trio - foto di Stefania Desotgiu

Il 25 settembre la serata inizia con l’esibizione del nuovo trio della vocalist Carla Giulia Striano con Andrea Schirru alle tastiere e Francesco Oppes alla batteria. Tra black music e soul di qualità Striano dimostra di essere una delle migliori voci in circolazione e il futuro è dalla sua parte. Si prosegue con uno dei pezzi forti della rassegna: “Tre per una” omaggio a Mina e alla musica italiana di qualche decennio fa. 

Danilo Rea al pianoforte, Massimo Moriconi al basso elettrico e Alfredo Golino alla batteria non hanno bisogno di presentazioni. Questo progetto nasce da un’idea del figlio di Mina, Massimiliano Pani, che riesce a convincere il trio a confezionare un tributo alla madre vista la lunga collaborazione reciproca. Ottima idea: la musica scivola via con naturalezza, ci si perde a ricordare le tante canzoni di Mina e i musicisti si divertono a riscrivere queste storie pur sempre mantenendo la giusta distanza. Un concerto di stile e qualità come appunto la musica di Mina.

Forma e Poesia nel Jazz - Carla Giulia Striano Trio - Stefania Desotgiu - Auditorium Conservatorio - festival - fotoreport - XXIII edizione - 2020 - Sa Scena Sarda - 25 Settembre 2020
Forma e Poesia nel Jazz - Carla Giulia Striano Trio - foto di Stefania Desotgiu

Il 26 settembre i più coraggiosi hanno sfidato il maestrale partecipando al trekking sulla Sella del Diavolo in compagnia di Rubens Massidda alla chitarra e Adriano Sarais alla tromba per poi ritrovarsi la sera all’Auditorium. Sarà Marco Cocco ad aprire le danze con Cinzio Atzori al contrabbasso e Massimo Ferra alla chitarra. Una bella sorpresa soprattutto per la storica carenza di voci maschili (non solo in Sardegna): piglio da crooner navigato, atmosfere da night club e classici senza tempo riproposti con grazia e partecipazione.

Forma e Poesia nel Jazz - foto di Stefania Desotgiu

Gran finale con il progetto Connections di Fabrizio Bosso e Rosario Giuliani, due big del jazz nazionale, accompagnati da Alberto Gurrisi all’organo e da Marco Valeri alla batteria. Il connubio tra la tromba di Bosso e il sax di Giuliani è di lunga data e Connections diventa quindi la naturale evoluzione di un discorso mai interrotto. Il repertorio è sospeso tra composizioni originali e standard (tra cui un commovente omaggio a Freddie Hubbard) e l’intesa dei quattro musicisti è qualcosa di sovrumano. Un concerto dalle emozioni forti che non lascia indifferenti, assoli calibrati, stacchi perfetti, arrangiamenti studiati con la massima cura. Questi sono musicisti che tutto il mondo apprezza e ogni volta danno il massimo.

Nei giorni successivi c’è stata ancora qualche proposta dentro e fuori le mura (Raoul Moretti alla Basilica di San Saturnino e un concerto al chiaro di luna sui monti di Sinnai) ma la cosa importante e che anche quest’anno Forma e Poesia nel Jazz non si sia fermato.

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