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Dall'ultimo gradino

Via Aquilone, Chiara Effe, 2015

Dall’ultimo gradino di una vecchia scalinata Marina hai quel certo non so che,

sei nata tra le mani di mercanti e pescatori e i marinai van via pensando a te.

Scorrono decine di passanti in cerca di ombra fresca per il tempo di un caffè,

si lasciano tentare da profumi culinari e pesci degni dei più importanti re.

E poi io e te sappiamo molto bene come e quando cambia il mare,

che anche l’aria più inquinata si pulisce non appena tira forte il soffio di maestrale.

Rimasta troppo tempo abbandonata,

come quelle vecchie sole, senza figli, di città,

sei stata sollevata da artisti e letterati che ti han reso una nuova dignità.

Affitti la speranza di una vita un po’ migliore, sotto forma di dimore per più nazionalità

E conosci mille storie che non vanno a finir bene ma ti siedi coi turisti dentro un bar.

Sei come me, non ti accontenti solo di un colore,

sai bene che la vita non è male e che le nuvole si alternano da sempre con il sole.

E se un giorno ti guardassi in lontananza

sentirei la tua mancanza e tornar da te vorrei

Oh Marina che conservi le memorie, come una vecchia canzone,

sempre nuova agli occhi miei.

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