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Continuate a uccidere il poeta

Nuovo Cantacronache vol. 4, Igor Lampis, 2018

Continuate a uccidere il poeta,

a deridere chi difende il suo pianeta.

Sotto le vostre ambigue teorie

c’è un decalogo d’orrori e di follie,

c’è un mostro che fonda il suo reame

nei buchi dell’ozono e nel letame,

che ha inquinato tutto e già corrode

le porte delle case e presto esplode

la furia di un clima che impazzito

travolge anche chi non lo avrà tradito.

 

Del tempo fatto per la conoscenza

ne fanno un merdaio di demenza,

inventano teorie salottiere

che negan ciò che sta per accadere.

E accusano chi grida e dà l’allarme

di fanatico e patetico gendarme.

E pagan pennivendoli e cronisti

per mettere alla gogna gli allarmisti.

E peggio ancor, corrompono scienziati

che negan l’evidenza se pagati.

 

Vi meritare un sole quasi spento,

venti infuocati, carestie in aumento,

lune nere, stelle sempre più lontane,

berrete il vostro piscio alle fontane.

Niente tramanderà più inizio e fine

di tante civiltà a noi vicine,

Andranno sotterra Egitto e le leggende,

i miti della Grecia e le tregende

del Nord e i saperi d’India e Cina,

Maya Incas d’America Latina.

 

Aztechi e gli indiani Pellerossa

che il bianco uccise e mai andò a Canossa,

popoli di Amazzonia sterminati

da falsi brasiliani che assetati

di guadagno e lucro rubano le terre

che gli indios han protetto dalle guerre.

Che dir degli aborigeni d’Australia

uccisi e confinati da gentaglia,

pendagli da forca e delinquenti

cacciati via da tutti i continenti?

 

Nessun Dio dal disastro immane

salvò il sale sacro di ogni pane,

salvò la verità ch’è più possente

della giustizia che è arma del potente.

Che annuncia al mondo che “Il dio buono buon è bianco!”

Ma noi sappiam che Dio è solo stanco

di vedere che i più stronzi stanno accanto

a chi uccide senza l’ombra d’un rimpianto

l’umana specie e tutta la sua storia

e distrugge della Terra ogni memoria!

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