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RECENSIONI

Luigi Frassetto - 33 1/3 - 2019 - player - Sa Scena Sarda

33 1/3

Luigi Frassetto, Autoprodotto 2019

Recensione di Luigi Buccudu

Gli ingredienti per servire 33 e ⅓ sono pochi e scelti con cura: un divano, un buon impianto Hi-Fi, un Americano nel bicchiere e una parete disadorna. Non resta poi che posare la puntina sul primo solco del vinile e iniziare a guardare le immagini che cominceranno a scorrere nello spazio bianco che avete di fronte.

33 e ⅓ è il primo lavoro in formato long playing di Luigi Frassetto, talentuoso chitarrista e compositore di Sassari ed ex membro dei locali Rodeo Clown. L’album coincide con il ritorno in patria del musicista dopo una lunga e proficua esperienza londinese che lo ha visto produrre, nel 2013, l’interessantissimo EP d’esordio “The RJ Session”.

pic by Michele Gagliani

Il percorso artistico di Frassetto si inserisce nella gloriosa tradizione dell’Italian Soundtrack Style che tra gli anni 50 e 70 ha fatto conoscere in tutto il mondo la melodia e il genio musicale del bel paese: un misto di svariati generi, tra cui il jazz, il rock, la psichedelia e la musica classica, brillantemente miscelati in uno stile unico. E come il cocktail che avete nel bicchiere, a dispetto del suo nome, italianissimo.

Attenzione però, “33 e ⅓” non è solo un omaggio all’eccellenza di maestri quali Rota, Trovajoli o Umiliani. Frassetto realizza un album di musica applicata che vive di luminosissima luce propria e, raccogliendo temi scritti negli anni per numerose colonne sonore, compone un bouquet di storie e vissuti straordinariamente omogenei e armonici.

La sequenza di apertura è emblematica. La suadente bossanova di “16 Febbraio” è il racconto di un desiderio e dell’esigenza che venga esaudito infinite volte. “Westland pt1” lega alla sedia di un interrogatorio spietato e inietta tensione direttamente nelle vene. A regalare la salvezza ci pensa, subito dopo, l’incalzante “Sprks3”, con il suo tessuto in tempi dispari squarciato dalla voce intensa e conturbante di Daniela Pes e dalla misurata chitarra di Beeside.

"Westland pt2” prosegue, in punta di spazzole, il mood della “pt1” virando, però, verso un'inquietudine più sfumata mentre "Tema del Bacio v1" potrebbe forse diventare un tassello significativo della “costante e personale ricerca dell’aria romantica definitiva” di cui racconta spesso lo stesso musicista. Drammatico, disperato e sinfonico, il pezzo regala attimi di intensa liricità: l’eternità delle labbra che si fondono, la certezza dell’addio che arriverà sul binario di una stazione.

pic by Salvador Mejia

Frassetto dirige splendidamente i numerosi attori che animano l’album, coadiuvato dal “montaggio” eclettico e puntuale di Lorenzo Falzoi alla batteria e Gianni Lubinu al basso e dalla “fotografia” raffinata di Marco Testoni, fondamentale nella sua poliedricità tra tasti e theremin. La perfezione formale degli arrangiamenti, anziché togliere sentimento e calore alle composizioni, ne amplifica la cifra emotiva. E diventa una locandina perfetta l’elegante e azzeccata veste grafica del vinile realizzata dal designer statunitense Adam Juresko.

Totalmente al servizio delle suggestioni dell’artista la musica torna a essere il mezzo e non più il fine, riportando con semplicità le emozioni al primo posto e riducendo, in questo modo, la distanza tra esecutore e ascoltatore.

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